Monitor per pc, sistemi di sincronizzazione e tempi di risposta

Rallentamenti nella visualizzazione di una scena? Una visione ‘fangosa’ e alla moviola in un monitor per pc può richiedere l’alleggerimento dell’hardware o della scheda GPU. Per prevenire il problema, che pregiudica la qualità del gaming o della visione al rallentatore, si può ricorrere all’uso di specifici sistemi di sincronizzazione delle immagini, in grado di allineare il framerate alla frequenza di aggiornamento di un display. Le tecnologie più comuni che intervengono nel sincronizzare il framerate sono quattro: la sincronizzazione verticale (V-Sync), Nvidia G-Sync, AMD Freesync e Nvidia Fast Sync. No, non è una lingua occulta, sono solo sigle per identificare questi utili sincronizzatori. La prima (V-Sync) è la più vecchiotta e sconta questa anzianità di servizio con lo svantaggio di essere ormai obsoleta e superata, al punto che non si usa quasi più se non per risolvere l’effetto tearing, il fastidioso fenomeno di ‘taglio’ dell’immagine a metà o in più porzioni non collimanti.

Un metodo infallibile, ma purtroppo ad alto costo, è costituito dalla tecnologia Nvidia G-Sync, che si può chiamare in causa solo su schede grafiche dello stesso produttore. Si tratta, più espressamente, di un sistema hardware collocato in un angolino interno al monitor, una garanzia di precisione se non fosse che è troppo ‘salato’. L’altro sistema (AMD Freesync) è come dice la parola open source, una new entry utilizzabile anche con schede video Nvidia. Sia G-Sync che FreeSync agiscono abbassando la frequenza dello schermo adattandola al framerate del pc. Delle quattro la tecnologia Nvidia Fast Sync è la più innovativa e si rivela particolarmente utile. Per capirne il funzionamento bisogna considerare la scheda GPU operativa con 3 ‘monconi’ di memoria (buffer).

Mentre nei primi due si forma il frame per effetto del processore grafico, nel terzo, conosciuto anche come front buffer, si ha la trasmissione del frame da visualizzare. Questa tecnologia consente la perfetta sincronizzazione, spazzando via il rischio di tearing. Per quanto riguarda i tempi di risposta occorre accertarsi prima della velocità del monitor, controllando sulla scheda tecnica i valori grey to grey e black to black, dati che stanno ad indicare la velocità impiegata dai pixel nel diventare da nero a bianco nella scala dei grigi o da pixel nero a bianco. Interessanti approfondimenti in materia nel seguente articolo “Monitor per pc: come scegliere il migliore?”.

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